Il suo addio
Freddie Mercury ha iniziato ad avere problemi di salute nel 1986, ma la positività all’Hiv gli è stata riscontrata solo l’anno successivo. Poco dopo, gli è stato anche diagnosticato l’Aids. Quando nel 1989 sono diventati evidenti i primi segni della malattia, Mercury ha comunicato la verità agli amici più intimi e poi agli altri membri dei Queen.
A conoscenza fin dal 1987 della malattia, Freddie Mercury non ha mai trascurato la sua carriera musicale. Per sfuggire ai tabloid, alla fine del 1990, Mercury si trasferì a Montreux dove affittò un’abitazione in riva al lago Lemano denominata Duck House.
L’ultimo brano registrato dai Queen fu These Are the Days of Our Lives; il videoclip del brano, nel quale il frontman appare ancora più dimagrito, fu registrato il 30 maggio 1991 ma su precisa volontà di Mercury fu reso pubblico solo dopo la sua morte per non dar adito ai vari rumor, e montato in bianco e nero per nascondere i segni della malattia sulla sua pelle. Consapevole del suo stato terminale, ha annunciato di essere malato solo il 23 novembre del 1991, attraverso un comunicato consegnato alla stampa.
Freddie Mercury è scomparso alle 18:48 del 24 novembre 1991, a poco più di 24 ore dal comunicato, a causa di una broncopolmonite aggravata da complicazioni dovute all’Aids. Aveva appena 45 anni.
I funerali si svolsero al Kensal Green Cemetery in forma strettamente privata. Secondo le sue ultime volontà, Mercury fu cremato e le sue ceneri affidate a Mary Austin, che le conservò nella sua camera da letto per circa due anni e dopodiché le sparse segretamente in una località scelta dal cantante. Il luogo esatto in cui le ceneri del frontman riposano è tuttora avvolto in un velo di mistero.
L’ultima canzone che il frontman registrò, tra il 13 e il 16 maggio 1991, fu Mother Love che, per la debolezza causata dalla malattia, dovette cantare da seduto e non riuscì a terminare, dovendo cedere il posto a May. Testimonianze non ufficiali affermano che il brano sarebbe stato registrato dal cantante poche settimane prima della morte, ma tali ipotesi sono improbabili perché la malattia era in uno stadio troppo avanzato e gli avrebbe impedito di lavorare, e pertanto la sessione di registrazione degli Mountain Studios di Montreux si concluse nel giugno del 1991.
La morte di Freddie Mercury rappresentò un significativo passo nella storia dell’AIDS, poiché aumentò in milioni di persone nel mondo la consapevolezza dei rischi dovuti all’HIV. Il frontman venne criticato per aver rivelato la sua positività al test HIV solo in punto di morte, considerando che la sua fama internazionale gli avrebbe molto probabilmente permesso di raccogliere fondi a favore della ricerca contro la malattia; al contrario, si ritenne che il suo atteggiamento avrebbe fatto pensare al pubblico che l’AIDS fosse una malattia di cui bisognava vergognarsi.
Due settimane dopo la morte del cantante, i proventi relativi alla rimasterizzazione di Bohemian Rhapsody, che si piazzò al primo posto nella classifica inglese, furono devoluti interamente al Terrence Higgins Trust, organizzazione inglese dedicata ai malati di AIDS.
Dopo aver superato il lutto della scomparsa del leader, nel febbraio 1992 i rimanenti componenti dei Queen annunciarono, durante i BRIT Awards, il desiderio di organizzare un grande evento per rendere omaggio alla vita e alla carriera del cantante. Il Freddie Mercury Tribute Concert si tenne il 20 aprile 1992 al Wembley Stadium di Londra e vide la presenza di numerosi artisti internazionali.
Il concerto, oltre che per l’eccezionalità dell’evento musicale, si segnalò anch’esso per il grande messaggio che fornì al mondo riguardo all’AIDS, raccogliendo 12 milioni di sterline che furono in parte devolute al Terrence Higgins Trust, in parte usate per dare vita all’associazione The Mercury Phoenix Trust.